PRESENTAZIONE

Il "Quaderno di Comunicazione", rivista annuale di dialogo tra culture, è stato fondato nel 2000 da Angelo Semeraro, con l'intento di accompagnare la nascita di un corso di studi di Comunicazione nell' Università del Salento (Italia).
I primi cinque numeri, pubblicati con editori salentini (Manni per i numeri 1-3 e Besa per i numeri 4-5), sono stati occasioni per svolgere a Lecce altrettanti incontri nazionali e internazionali.

Con la nuova serie, affidata all'editore Meltemi di Roma, la monograficità dei temi programmati si è aperta a un pubblico più ampio, potendosi ora avvalere di un Comitato di Consulenza Scientifica, nel quale sono presenti figure di spicco nelle interpretazioni sociali della contemporaneità.

Il Comitato Scientifico, rappresentativo per ambiti disciplinari e per aree geografiche, viene annualmente sollecitato dalla Direzione a programmare i temi monografici e svolge funzione di referee sui saggi pubblicati, avvalendosi dei contributi di ricercatori e docenti universitari, esperti nei diversi campi del sapere e delle professioni, partendo da due ovvi bisogni resi oggi più acuti: 1. che le culture hanno un vitale bisogno di dialogare tra loro; 2. che esse debbono rimodulare i propri linguaggi specialistici per comunicare a e con un più vasto pubblico, in particolare con le nuove generazioni, attratte dalle forme della comunicazione illimitata e multimediale.

I temi monografici fin qui svolti sono stati: Il Glocale (n.1), Mezzogiorno di radio. 100 anni di storia (n.2), Desiderio di comunicare, comunicazione di desiderio (n.3), Riconoscere/riconoscersi (n.4), Del segreto (n.5), Fiducia/sicurezza (n.6), Il del tutto nuovo (n.7), Le variazioni grandi (n.8).

La rivista è finanziata dal Dipartimento di Filosofia e Scienze Sociali dell' Università del Salento.

ULTIMO NUMERO PUBBLICATO

Quaderno di comunicazione 8 - Le variazioni grandi

Cercare i tratti di una contemporaneità dispiegata è sempre un azzardo, perché se è vero che per leggere il presente occorre prenderne qualche distanza, è altrettanto vero che ogni pretesa di catturare le variazioni di un tempo fluttuante è oltre che difficile anche arbitrario.
I saggi raccolti in questo fascicolo colgono la variazione nei fenomeni più visibili all'occhio sociale (la fine del lavoro, la disoccupazione strutturale; una precarizzazione estesa e il carattere diffuso delle migrazioni). Ma la precarietà di questi scenari apre a incontri fuori identità e di pura alterità: premesse e promesse insieme di un nuovo e diverso riconoscersi nella fase più acuta della produzione-comunicazione dello sviluppo capitalistico.
La tecnologia è dentro ogni aspetto della vita, ed è nell'arte sincretica che alcuni autori colgono le possibilità di un altro rapporto fra uomo e tecnologia, un altro modo di utilizzare la tecnica per rinsaldare i suoi vincoli con i processi naturali, andando oltre una visione "conservativa" dell'ecologismo.
Questa variazione sincretica pone l'obbligo di recuperare e far propria una posizione etica, mentre l'estetica diventa una vera e propria "tecnica dell'interpretazione", ponendo le basi di nuove regole condivise di esistenza.
Uscire da un universo di senso in cui ci siamo formati sotto l'ombrello delle grandi religioni e dei grandi récit, ed entrare in un altro, di reincanto e disincanto insieme (sarà il tema del prossimo fascicolo monografico n. 9) non è semplice, e in questo Quaderno è ben documentata la necessità di una certa sospensione di giudizio a cui il del tutto nuovo ci obbliga, nonostante le convulsioni e gli obblighi a tenere il passo sui ritmi veloci del tempo fluente.

Patrizia Calefato, Giulia Colaizzi, Renato Covino, Paolo Fabbri, Giorgio de Finis, Franco Ferrarotti, Giovanni Fiorentino, Carlo Formenti, Agata Piromallo Gambardella, Pina Lalli, Roberto Maragliano, Franco Martina, Andrea Miconi, Giovanni Mioni, Francesco Monico, Mimmo Pesare, Augusto Ponzio, Antonio Santoni Rugiu, Luigi A. Santoro, Angelo Semeraro.


 
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