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	<title>Quaderno di ComunicAzione &#187; mezzogiorno</title>
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	<description>Rivista di Dialogo tra Culture</description>
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		<title>QdC 2, Mezzogiorno di radio. 100 anni di storia/e</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 14:16:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[02, Mezzogiorno di radio. 100 anni di storia/e]]></category>
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		<description><![CDATA[Difficile catalogare la radio, un mezzo di comunicazione prima generalista e marginale, ora personale e glocale, interstiziale e pervasivo. Lo spazio storico, l&#8217;asse diacronico e il rapporto con un territorio specifico &#8211; il Mezzogiorno italiano &#8211; sono le chiavi di lettura di questo fascicolo, che in buona parte ospita le giornate di studio del Corso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">Difficile catalogare la radio, un mezzo di comunicazione prima generalista e marginale, ora personale e glocale, interstiziale e pervasivo. Lo spazio storico, l&#8217;asse diacronico e il rapporto con un territorio specifico &#8211; il Mezzogiorno italiano &#8211; sono le chiavi di lettura di questo fascicolo, che in buona parte ospita le giornate di studio del Corso di Scienze della Comunicazione dell&#8217;Università di Lecce su Mezzogiorno di radio. Storia/storie. Due giornate di intenso dibattito a margine di un centenario che hanno costituito un&#8217;altra occasione di dialogo tra esperti: linguisti, storici, sociologi della comunicazione e dei media. Un percorso per buona parte inedito: la radio della liberazione, le prime voci dell&#8217;Italia libera, gli anni Cinquanta e ciò che ne è seguito, con l&#8217;avvento di altri media più potenti e pervasivi. Memoria orale, personale, biografica; brandelli di storia/e mai fissati che qui emergono come fonti per nuove narrazioni e nuovi equipaggiamenti d&#8217;indagine.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">La seconda parte del fascicolo ospita due studi sulle infanzie globalizzate, dell&#8217;Osservatorio interdipartimentale internazionale sulle Infanzie e le Adolescenze. Analisi e interventi in continuità con il precedente convegno di studi leccese su Il glocale degli innocenti.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">Alberto Abruzzese, Antonio Botiglieri, Michele Campione, Stefano Cristante, Giovanni De Luna, Lucia Denitto, Loredana De Vitis, Enrico Fedì, Giovanni Fiorentino, Antonio Ghirelli, A. Lucio Giannone, Vito A. Leuzzi, Enrico Menduni, Franco Nicastro, Gianluca Nicoletti, Daniele Pitteri, Mario Proto, Sergio Raffaelli, Antonio Santoni Rugiu, Alessandra Scaglioni, Angelo Semeraro, Alberto Sobrero, Michele Sorice.</div>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="copertinaquaderno2" src="http://www.quadernodicomunicazione.com/quaderno2.gif" alt="" width="150" height="207" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Difficile catalogare la radio, un mezzo di comunicazione prima generalista e marginale, ora personale e glocale, interstiziale e pervasivo. Lo spazio storico, l&#8217;asse diacronico e il rapporto con un territorio specifico &#8211; il Mezzogiorno italiano &#8211; sono le chiavi di lettura di questo fascicolo, che in buona parte ospita le giornate di studio del Corso di Scienze della Comunicazione dell&#8217;Università di Lecce su Mezzogiorno di radio. Storia/storie. Due giornate di intenso dibattito a margine di un centenario che hanno costituito un&#8217;altra occasione di dialogo tra esperti: linguisti, storici, sociologi della comunicazione e dei media. Un percorso per buona parte inedito: la radio della liberazione, le prime voci dell&#8217;Italia libera, gli anni Cinquanta e ciò che ne è seguito, con l&#8217;avvento di altri media più potenti e pervasivi. Memoria orale, personale, biografica; brandelli di storia/e mai fissati che qui emergono come fonti per nuove narrazioni e nuovi equipaggiamenti d&#8217;indagine.</p>
<p>La seconda parte del fascicolo ospita due studi sulle infanzie globalizzate, dell&#8217;Osservatorio interdipartimentale internazionale sulle Infanzie e le Adolescenze. Analisi e interventi in continuità con il precedente convegno di studi leccese su Il glocale degli innocenti.</p>
<p><em>Scrivono:</em></p>
<p><em>Alberto Abruzzese, Antonio Botiglieri, Michele Campione, Stefano Cristante, Giovanni De Luna, Lucia Denitto, Loredana De Vitis, Enrico Fedì, Giovanni Fiorentino, Antonio Ghirelli, A. Lucio Giannone, Vito A. Leuzzi, Enrico Menduni, Franco Nicastro, Gianluca Nicoletti, Daniele Pitteri, Mario Proto, Sergio Raffaelli, Antonio Santoni Rugiu, Alessandra Scaglioni, Angelo Semeraro, Alberto Sobrero, Michele Sorice.</em></p>
<p>Clicca <a href="http://www.quadernodicomunicazione.com/qdc/indice-qdc2-mezzogiorno-di-radio">qui</a> per vedere l&#8217;indice del volume</p>
<p>Clicca <a href="http://www.quadernodicomunicazione.com/PDF/QdC2.pdf">qui</a> per scaricare il Quaderno in PDF</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>QdC 6, Fiducia e sicurezza</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 14:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tema della fiducia anima l’agenda politica e quella sociale e da un bel po’ è entrato nel vocabolario d’uso quotidiano, segnalando un comunissimo avvertito bisogno di sicurezza e di scommessa sul futuro.
I saggi raccolti in questo Quaderno chiariscono anzitutto lo spessore semantico del tema, perché se è vero che tutto il parlare è un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">Il tema della fiducia anima l’agenda politica e quella sociale e da un bel po’ è entrato nel vocabolario d’uso quotidiano, segnalando un comunissimo avvertito bisogno di sicurezza e di scommessa sul futuro.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">I saggi raccolti in questo Quaderno chiariscono anzitutto lo spessore semantico del tema, perché se è vero che tutto il parlare è un atto di fiducia fondato sulla capacità di produrre i mondi richiesti, è vero anche che proprio la produzione dei mondi richiesti, ossia la capacità di apparecchiare il futuro, è il punto di maggiore criticità di questo nostro tempo. E se oggi rinunciassimo alla speranza della fiducia non resterebbe più niente.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">Cosa accade se chi ha ricevuto fiducia ne fa un uso profittevole per sé, o per una parte e non per un’altra dei rappresentati? L’analis del portato fiduciario si apre alla disponibilità comunicativa, che può potenziare la fiducia nella fiducia in forme raffinate di rappresentazione.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">Marc Augè, Egle Becchi, Ferdinando Boero, Raffaele De Giorgi, Sergio Duma, Guglielmo Forges Davanzati, Carlo Gelosi, Ernesto Mola, Andrea Pacella, Mimmo Pesare, Augosto Ponzio, Antonio Santoni Rugiu, Angelo Semeraro, Davide Torsello, Francesco Vitale.</div>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="copertinaquaderno6" src="http://www.quadernodicomunicazione.com/quaderno6.gif" alt="" width="150" height="207" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il tema della fiducia anima l’agenda politica e quella sociale e da un bel po’ è entrato nel vocabolario d’uso quotidiano, segnalando un comunissimo avvertito bisogno di sicurezza e di scommessa sul futuro.</p>
<p>I saggi raccolti in questo Quaderno chiariscono anzitutto lo spessore semantico del tema, perché se è vero che tutto il parlare è un atto di fiducia fondato sulla capacità di produrre i mondi richiesti, è vero anche che proprio la produzione dei mondi richiesti, ossia la capacità di apparecchiare il futuro, è il punto di maggiore criticità di questo nostro tempo. E se oggi rinunciassimo alla speranza della fiducia non resterebbe più niente.</p>
<p>Cosa accade se chi ha ricevuto fiducia ne fa un uso profittevole per sé, o per una parte e non per un’altra dei rappresentati? L’analis del portato fiduciario si apre alla disponibilità comunicativa, che può potenziare la fiducia nella fiducia in forme raffinate di rappresentazione.</p>
<p><em>Scrivono:</em></p>
<p><em>Marc Augè, Egle Becchi, Ferdinando Boero, Raffaele De Giorgi, Sergio Duma, Guglielmo Forges Davanzati, Carlo Gelosi, Ernesto Mola, Andrea Pacella, Mimmo Pesare, Augusto Ponzio, Antonio Santoni Rugiu, Angelo Semeraro, Davide Torsello, Francesco Vitale.</em></p>
<p>Clicca <a href="http://www.quadernodicomunicazione.com/qdc/indice-qdc6-fiducia-e-sicurezza">qui</a> per vedere l&#8217;indice del volume</p>
<p>Clicca <a href="http://www.quadernodicomunicazione.com/PDF/QdC6.pdf">qui</a> per scaricare il Quaderno in PDF</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>QdC 8, Le variazioni grandi</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 14:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cercare i tratti di una contemporaneità dispiegata è sempre un azzardo, perché se è vero che per leggere il presente occorre prenderne qualche distanza, è altrettanto vero che ogni pretesa di catturare le variazioni di un tempo fluttuante è oltre che difficile anche arbitrario.
I saggi raccolti in questo fascicolo colgono la variazione nei fenomeni più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Cercare i tratti di una contemporaneità dispiegata è sempre un azzardo, perché se è vero che per leggere il presente occorre prenderne qualche distanza, è altrettanto vero che ogni pretesa di catturare le variazioni di un tempo fluttuante è oltre che difficile anche arbitrario.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">I saggi raccolti in questo fascicolo colgono la variazione nei fenomeni più visibili all&#8217;occhio sociale (la fine del lavoro, la disoccupazione strutturale; una precarizzazione estesa e il carattere diffuso delle migrazioni). Ma la precarietà di questi scenari apre a incontri fuori identità e di pura alterità: premesse e promesse insieme di un nuovo e diverso riconoscersi nella fase più acuta della produzione-comunicazione dello sviluppo capitalistico.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La tecnologia è dentro ogni aspetto della vita, ed è nell&#8217;arte sincretica che alcuni autori colgono le possibilità di un altro rapporto fra uomo e tecnologia, un altro modo di utilizzare la tecnica per rinsaldare i suoi vincoli con i processi naturali, andando oltre una visione &#8220;conservativa&#8221; dell&#8217;ecologismo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Questa variazione sincretica pone l&#8217;obbligo di recuperare e far propria una posizione etica, mentre l&#8217;estetica diventa una vera e propria &#8220;tecnica dell&#8217;interpretazione&#8221;, ponendo le basi di nuove regole condivise di esistenza.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Uscire da un universo di senso in cui ci siamo formati sotto l&#8217;ombrello delle grandi religioni e dei grandi récit, ed entrare in un altro, di reincanto e disincanto insieme (sarà il tema del prossimo fascicolo monografico n. 9) non è semplice, e in questo Quaderno è ben documentata la necessità di una certa sospensione di giudizio a cui il del tutto nuovo ci obbliga, nonostante le convulsioni e gli obblighi a tenere il passo sui ritmi veloci del tempo fluente.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Patrizia Calefato, Giulia Colaizzi, Renato Covino, Paolo Fabbri, Giorgio de Finis, Franco Ferrarotti, Giovanni Fiorentino, Carlo Formenti, Agata Piromallo Gambardella, Pina Lalli, Roberto Maragliano, Franco Martina, Andrea Miconi, Giovanni Mioni, Francesco Monico, Mimmo Pesare, Augusto Ponzio, Antonio Santoni Rugiu, Luigi A. Santoro, Angelo Semeraro.</div>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="copertinaquaderno8" src="http://www.quadernodicomunicazione.com/quaderno8.gif" alt="" width="150" height="207" /></p>
<p>Cercare i tratti di una contemporaneità dispiegata è sempre un azzardo, perché se è vero che per leggere il presente occorre prenderne qualche distanza, è altrettanto vero che ogni pretesa di catturare le variazioni di un tempo fluttuante è oltre che difficile anche arbitrario.</p>
<p>I saggi raccolti in questo fascicolo colgono la variazione nei fenomeni più visibili all&#8217;occhio sociale (la fine del lavoro, la disoccupazione strutturale; una precarizzazione estesa e il carattere diffuso delle migrazioni). Ma la precarietà di questi scenari apre a incontri fuori identità e di pura alterità: premesse e promesse insieme di un nuovo e diverso riconoscersi nella fase più acuta della produzione-comunicazione dello sviluppo capitalistico.</p>
<p>La tecnologia è dentro ogni aspetto della vita, ed è nell&#8217;arte sincretica che alcuni autori colgono le possibilità di un altro rapporto fra uomo e tecnologia, un altro modo di utilizzare la tecnica per rinsaldare i suoi vincoli con i processi naturali, andando oltre una visione &#8220;conservativa&#8221; dell&#8217;ecologismo.</p>
<p>Questa variazione sincretica pone l&#8217;obbligo di recuperare e far propria una posizione etica, mentre l&#8217;estetica diventa una vera e propria &#8220;tecnica dell&#8217;interpretazione&#8221;, ponendo le basi di nuove regole condivise di esistenza.</p>
<p>Uscire da un universo di senso in cui ci siamo formati sotto l&#8217;ombrello delle grandi religioni e dei grandi récit, ed entrare in un altro, di reincanto e disincanto insieme (sarà il tema del prossimo fascicolo monografico n. 9) non è semplice, e in questo Quaderno è ben documentata la necessità di una certa sospensione di giudizio a cui il del tutto nuovo ci obbliga, nonostante le convulsioni e gli obblighi a tenere il passo sui ritmi veloci del tempo fluente.</p>
<p><em>Scrivono:</em></p>
<p><em>Patrizia Calefato, Giulia Colaizzi, Renato Covino, Paolo Fabbri, Giorgio de Finis, Franco Ferrarotti, Giovanni Fiorentino, Carlo Formenti, Agata Piromallo Gambardella, Pina Lalli, Roberto Maragliano, Franco Martina, Andrea Miconi, Giovanni Mioni, Francesco Monico, Mimmo Pesare, Augusto Ponzio, Antonio Santoni Rugiu, Luigi A. Santoro, Angelo Semeraro.</em></p>
<p>Clicca <a href="http://www.quadernodicomunicazione.com/qdc/indice-qdc8-le-variazioni-grandi">qui</a> per vedere l&#8217;indice del volume</p>
<p>Clicca <a href="http://www.quadernodicomunicazione.com/PDF/QdC8.pdf">qui</a> per scaricare il Quaderno in PDF</p>
<p style="text-align: justify;">
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