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	<title>Quaderno di ComunicAzione</title>
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	<description>Rivista di Dialogo tra Culture</description>
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		<title>QdC 12, emergenze/preveggenza</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 15:16:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[12, Emergenze/Preveggenza]]></category>
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		<description><![CDATA[A quanto sostengono gli autori di questo fascicolo, l’emergenza conviene. Essa apre varchi eccezionali alla regolamentazione ordinaria e all’ordinaria amministrazione della cosa pubblica in cui si muovono con spregiudicatezza i gruppi influenti,
le organizzazioni malavitose e criminali. La globalizzazione dell’economia non marca i suoi tempi con quelli più lenti
e faticosi delle democrazie; non riconosce sovranità statuali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">A quanto sostengono gli autori di questo fascicolo, l’emergenza conviene. Essa apre varchi eccezionali alla regolamentazione ordinaria e all’ordinaria amministrazione della cosa pubblica in cui si muovono con spregiudicatezza i gruppi influenti,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">le organizzazioni malavitose e criminali. La globalizzazione dell’economia non marca i suoi tempi con quelli più lenti</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">e faticosi delle democrazie; non riconosce sovranità statuali autonome; marcia veloce invece sulle autostrade del web, promuove governance spericolate, signori dei fini senza mezzi che non decidono più per nome e per conto della felicità pubblica; non hanno preoccupazioni per quelli che verranno; sovvertono l’etica dell’agire responsabile nel neodarwinismo di mercato. Come si è potuta verificare una mutazione tanto rapida quanto profonda?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Le spiegazioni ci sarebbero tutte. La cecità previsionale</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">deriva non tanto dal sentirsi tutto sommato bene in questo presente e dal compatire quelli che annegano al largo, quanto dall’interruzione nella trasmissione di memoria. Come dire che siamo più affascinati dai salti e dalle discontinuità della storia che dai suoi moniti.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Domandarsi su cosa vediamo e rispetto a che cosa siamo ciechi significa modificare profondamente gli statuti di una paideia politica non più capace di presentire e prevedere, e perciò svuotata di ogni funzione progettuale.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">scrivono:</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Maria Ginevra Barone, Mara Benadusi, Ferdinando Boero, Marina Boscaino, Lara Carbonara, Pietro Clemente, Stefano Cristante, Cosimo Degli Atti, Irene Falconieri, Guglielmo Forges Davanzati, Elena Fabrizio, Antonio Iannotta, Zaira Magliozzi, Roberto Malighetti, Franco Martina, Mimmo Pesare, Luciano Ponzio, Luigi Prestinenza Puglisi, Giovanna Salome, Diana Salzano, Igor Scognamiglio, Angelo Semeraro, Peter Sloterdijk.</div>
<p>A quanto sostengono gli autori di questo fascicolo, l’emergenza conviene. Essa apre varchi eccezionali alla regolamentazione ordinaria e all’ordinaria amministrazione della cosa pubblica in cui si muovono con spregiudicatezza i gruppi influenti, le organizzazioni malavitose e criminali. La globalizzazione dell’economia non marca i suoi tempi con quelli più lenti e faticosi delle democrazie; non riconosce sovranità statuali autonome; marcia veloce invece sulle autostrade del web, promuove governance spericolate, signori dei fini senza mezzi che non decidono più per nome e per conto della felicità pubblica; non hanno preoccupazioni per quelli che verranno; sovvertono l’etica dell’agire responsabile nel neodarwinismo di mercato. Come si è potuta verificare una mutazione tanto rapida quanto profonda?</p>
<p>Le spiegazioni ci sarebbero tutte. La cecità previsionale deriva non tanto dal sentirsi tutto sommato bene in questo presente e dal compatire quelli che annegano al largo, quanto dall’interruzione nella trasmissione di memoria. Come dire che siamo più affascinati dai salti e dalle discontinuità della storia che dai suoi moniti.</p>
<p>Domandarsi su cosa vediamo e rispetto a che cosa siamo ciechi significa modificare profondamente gli statuti di una paideia politica non più capace di presentire e prevedere, e perciò svuotata di ogni funzione progettuale.</p>
<p>scrivono:</p>
<p>Maria Ginevra Barone, Mara Benadusi, Ferdinando Boero, Marina Boscaino, Lara Carbonara, Pietro Clemente, Stefano Cristante, Cosimo Degli Atti, Irene Falconieri, Guglielmo Forges Davanzati, Elena Fabrizio, Antonio Iannotta, Zaira Magliozzi, Roberto Malighetti, Franco Martina, Mimmo Pesare, Luciano Ponzio, Luigi Prestinenza Puglisi, Giovanna Salome, Diana Salzano, Igor Scognamiglio, Angelo Semeraro, Peter Sloterdijk.</p>
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		<title>QdC 11, Vicini/lontani</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Nov 2010 15:08:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[11, Vicini/lontani]]></category>
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		<description><![CDATA[
Il concetto di prossimo sembra essersi evaporato o addirittura scomparso, rileva Luigi Zoja: dialoghiamo coi lontani, ma tendiamo a disinteressarci di chi ci è più vicino. Fabio Dei sostiene invece che la sfera della prossimità è viva e vegeta,
e che continuiamo a vivere in universi addomesticati e locali che gli stessi mezzi di comunicazione rafforzano. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffff; font: normal normal normal 13px/19px Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-family: Times; line-height: normal; font-size: small; padding: 0.6em; margin: 0px;">
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;"><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto; border: 0px initial initial;" title="vicini-lontani" src="http://www.quadernodicomunicazione.com/qdc/wp-content/uploads/2010/09/vicini-lontani2.jpg" alt="vicini-lontani" width="297" height="400" />Il concetto di prossimo sembra essersi evaporato o addirittura scomparso, rileva Luigi Zoja: dialoghiamo coi lontani, ma tendiamo a disinteressarci di chi ci è più vicino. Fabio Dei sostiene invece che la sfera della prossimità è viva e vegeta,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">e che continuiamo a vivere in universi addomesticati e locali che gli stessi mezzi di comunicazione rafforzano. Lontananza del vicino e vicinanza del lontano: fertilità sorprendente degli ossimori, dello scontro dei codici. Bausinger parla di una vicinanza estranea, e Clemente di lontananze vicine. La tecnica del lontano ha avvicinato cose e persone.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Ma la temporalità che nuota nel flusso evenemenziale preclude sguardi lunghi, sia avanti che indietro, rendendo più effimere le nostre contiguità.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Tesi e approfondimenti che rimandano a una più grande questione: come guardano e giudicano il mondo gli intellettuali? Come erano gli intellettuali organici di ieri, e come sono i disorganici di oggi, i sans papier migrati nella rete? E cosa c’è alla radice del disagio degli uni e degli altri? È vero che si sono smarriti, conformati, autoesclusi e che hanno rinunciato alla statutaria loro funzione critica ed eretica?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il dibattito è in corso, e il tema non si poteva eludere.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">
<p>Cosimo Caputo, Pietro Clemente, Stefano Cristante, Stefania De Donatis, Fabio Dei, Duccio Demetrio, Luciana Dini, Carlo Formenti, Sivia Gravili, Eugenio Imbriani, Charo Lacalle, Daniele Lamuraglia, Franco Martina, Angelo Nestore, Mimmo Pesare, Alessio Rotisciani, Diana Salzano,</p>
<p>Angelo Semeraro, Lelio Semeraro, Luigi Zoja.</p></div>
<p style="text-align: left;"><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto; border: 0px initial initial;" title="vicini-lontani" src="http://www.quadernodicomunicazione.com/qdc/wp-content/uploads/2010/09/vicini-lontani2.jpg" alt="vicini-lontani" width="297" height="400" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il concetto di prossimo sembra essersi evaporato o addirittura scomparso, rileva Luigi Zoja: dialoghiamo coi lontani, ma tendiamo a disinteressarci di chi ci è più vicino. Fabio Dei sostiene invece che la sfera della prossimità è viva e vegeta,</p>
<p style="text-align: justify;">e che continuiamo a vivere in universi addomesticati e locali che gli stessi mezzi di comunicazione rafforzano. Lontananza del vicino e vicinanza del lontano: fertilità sorprendente degli ossimori, dello scontro dei codici. Bausinger parla di una vicinanza estranea, e Clemente di lontananze vicine. La tecnica del lontano ha avvicinato cose e persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la temporalità che nuota nel flusso evenemenziale preclude sguardi lunghi, sia avanti che indietro, rendendo più effimere le nostre contiguità.</p>
<p style="text-align: justify;">Tesi e approfondimenti che rimandano a una più grande questione: come guardano e giudicano il mondo gli intellettuali? Come erano gli intellettuali organici di ieri, e come sono i disorganici di oggi, i sans papier migrati nella rete? E cosa c’è alla radice del disagio degli uni e degli altri? È vero che si sono smarriti, conformati, autoesclusi e che hanno rinunciato alla statutaria loro funzione critica ed eretica?</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito è in corso, e il tema non si poteva eludere.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Scrivono: Cosimo Caputo, Pietro Clemente, Stefano Cristante, Stefania De Donatis, Fabio Dei, Duccio Demetrio, Luciana Dini, Carlo Formenti, Sivia Gravili, Eugenio Imbriani, Charo Lacalle, Daniele Lamuraglia, Franco Martina, Angelo Nestore, Mimmo Pesare, Alessio Rotisciani, Diana Salzano, Angelo Semeraro, Lelio Semeraro, Luigi Zoja.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-style: normal;"><span style="font-family: Times; line-height: normal; font-size: small;"><em><span style="font-style: normal;"><span style="font-size: x-small;">ISBN 978-88-9556-337-4</span></span></em></span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-style: normal;"><span style="font-size: xx-small;"><br />
</span></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><em><span style="font-style: normal;">Clicca <a href="http://www.quadernodicomunicazione.com/qdc/fascicoli-pubblicati/indice-qdc11-vicini-lontani">qui</a> per vedere l&#8217;indice del volume</span></em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><em><span style="font-style: normal;">Clicca <a href="http://www.quadernodicomunicazione.com/PDF/QdC11.pdf">qui</a> per scaricare il Quaderno in PDF</span></em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><em><span style="font-style: normal;">Clicca <a href="http://bacheca.unisalento.it/bollettino/bollettino_30/">qui</a> per leggere la presentazione del Quaderno su &#8220;Il Bollettino, mensile di cultura dell&#8217;Università del Salento&#8221; (pag. 20 e ssgg)</span></em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><a href="http://www.quadernodicomunicazione.com/qdc/sfloglia-ultimo-numero">sfoglia il volume</a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: xx-small;"><br />
</span></p>
<p><em><em><span style="font-style: normal;"><br />
</span></em></em></div>
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		<title>QdC 1, Oltre il senso del luogo</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 14:18:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[01, Oltre il senso del luogo]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;età migratoria ridisegna le mappe concettuali: si richiedono capacità a muoversi e collocarsi velocemente nell&#8217;analisi; di cedere il tempo informativo e computazionale dell&#8217;indicativo a vantaggio di un congiuntivo del possibilem che obbliga a interagire con gli accadimenti, aprendo il pensiero alle infinite possibilità ancora non esplorate. Sempre più si avvertirà il bisogno di pensiero aperto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L&#8217;età migratoria ridisegna le mappe concettuali: si richiedono capacità a muoversi e collocarsi velocemente nell&#8217;analisi; di cedere il tempo informativo e computazionale dell&#8217;indicativo a vantaggio di un congiuntivo del possibilem che obbliga a interagire con gli accadimenti, aprendo il pensiero alle infinite possibilità ancora non esplorate. Sempre più si avvertirà il bisogno di pensiero aperto, di menti ermeneutiche, capaci di favorire narrazioni, integrazioni. E cio che offre buone chances a quei luoghi dove il sostrato antropologico si è costruito sul confronto, lo scambio, la reciprocità.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Molti degli interventi di questo primo numero dei &#8220;Quaderni&#8221; di Comunicazione, luogo pubblico di identità del neonato corso omonimo dell&#8217;Università di Lecce, intervengono su questi temi aperti alla riflessione contemporanea. Tutti hanno in comune, pur nella diversità dei tratti e dalla diversa accentuazione di tono, una dialettica aperta tra locale e globale.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Alberto Abruzzese, Luigi Barone, Ennio Capasa, Vincenzo Cicchelli, Stefano Cristante, Ferruccio De Salvatore, Antonella Epifanio, Giovanni Fiorentino, Enzo Fischetti, Carlo Formenti, Annalisa Gentile, Lorenzo Gorgoni, Gian Maria Greco, Fabio Ingrosso, Vito Luperto, Roberta Maci, Piero Manni, Miriam Mariano, Francesca Martucci, Mario Morcellini, Pantaleo Pagliula, Cathèrine Peugeault, Federico Pirro, Mauro Protti, Ornella Quarta, Fernanda Rizzo, Andrea Sanità, Angelo Semeraro, Alessandro Simonicca, Francesco Spada, Luigi Vaccari, Edoardo Winspeare.</div>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="copertinaquaderno1" src="http://www.quadernodicomunicazione.com/quaderno1.gif" alt="" width="150" height="207" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L&#8217;età migratoria ridisegna le mappe concettuali: si richiedono capacità a muoversi e collocarsi velocemente nell&#8217;analisi; di cedere il tempo informativo e computazionale dell&#8217;indicativo a vantaggio di un congiuntivo del possibile che obbliga a interagire con gli accadimenti, aprendo il pensiero alle infinite possibilità ancora non esplorate. Sempre più si avvertirà il bisogno di pensiero aperto, di menti ermeneutiche, capaci di favorire narrazioni, integrazioni. E cio che offre buone chances a quei luoghi dove il sostrato antropologico si è costruito sul confronto, lo scambio, la reciprocità.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti degli interventi di questo primo numero dei &#8220;Quaderni&#8221; di Comunicazione, luogo pubblico di identità del neonato corso omonimo dell&#8217;Università di Lecce, intervengono su questi temi aperti alla riflessione contemporanea. Tutti hanno in comune, pur nella diversità dei tratti e dalla diversa accentuazione di tono, una dialettica aperta tra locale e globale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Scrivono:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Alberto Abruzzese, Luigi Barone, Ennio Capasa, Vincenzo Cicchelli, Stefano Cristante, Ferruccio De Salvatore, Antonella Epifanio, Giovanni Fiorentino, Enzo Fischetti, Carlo Formenti, Annalisa Gentile, Lorenzo Gorgoni, Gian Maria Greco, Fabio Ingrosso, Vito Luperto, Roberta Maci, Piero Manni, Miriam Mariano, Francesca Martucci, Mario Morcellini, Pantaleo Pagliula, Cathèrine Peugeault, Federico Pirro, Mauro Protti, Ornella Quarta, Fernanda Rizzo, Andrea Sanità, Angelo Semeraro, Alessandro Simonicca, Francesco Spada, Luigi Vaccari, Edoardo Winspeare.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-style: normal;">Clicca <a href="http://www.quadernodicomunicazione.com/qdc/indice-qdc-1-oltre-il-senso-del-luogo">qui</a> per vedere l&#8217;indice del volume</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-style: normal;">Clicca <a href="http://www.quadernodicomunicazione.com/PDF/QdC1.pdf">qui</a> per scaricare il Quaderno in PDF</span></span></span></p>
<div><em> </em></div>
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		<title>QdC 2, Mezzogiorno di radio. 100 anni di storia/e</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 14:16:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[02, Mezzogiorno di radio. 100 anni di storia/e]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Difficile catalogare la radio, un mezzo di comunicazione prima generalista e marginale, ora personale e glocale, interstiziale e pervasivo. Lo spazio storico, l&#8217;asse diacronico e il rapporto con un territorio specifico &#8211; il Mezzogiorno italiano &#8211; sono le chiavi di lettura di questo fascicolo, che in buona parte ospita le giornate di studio del Corso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">Difficile catalogare la radio, un mezzo di comunicazione prima generalista e marginale, ora personale e glocale, interstiziale e pervasivo. Lo spazio storico, l&#8217;asse diacronico e il rapporto con un territorio specifico &#8211; il Mezzogiorno italiano &#8211; sono le chiavi di lettura di questo fascicolo, che in buona parte ospita le giornate di studio del Corso di Scienze della Comunicazione dell&#8217;Università di Lecce su Mezzogiorno di radio. Storia/storie. Due giornate di intenso dibattito a margine di un centenario che hanno costituito un&#8217;altra occasione di dialogo tra esperti: linguisti, storici, sociologi della comunicazione e dei media. Un percorso per buona parte inedito: la radio della liberazione, le prime voci dell&#8217;Italia libera, gli anni Cinquanta e ciò che ne è seguito, con l&#8217;avvento di altri media più potenti e pervasivi. Memoria orale, personale, biografica; brandelli di storia/e mai fissati che qui emergono come fonti per nuove narrazioni e nuovi equipaggiamenti d&#8217;indagine.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">La seconda parte del fascicolo ospita due studi sulle infanzie globalizzate, dell&#8217;Osservatorio interdipartimentale internazionale sulle Infanzie e le Adolescenze. Analisi e interventi in continuità con il precedente convegno di studi leccese su Il glocale degli innocenti.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">Alberto Abruzzese, Antonio Botiglieri, Michele Campione, Stefano Cristante, Giovanni De Luna, Lucia Denitto, Loredana De Vitis, Enrico Fedì, Giovanni Fiorentino, Antonio Ghirelli, A. Lucio Giannone, Vito A. Leuzzi, Enrico Menduni, Franco Nicastro, Gianluca Nicoletti, Daniele Pitteri, Mario Proto, Sergio Raffaelli, Antonio Santoni Rugiu, Alessandra Scaglioni, Angelo Semeraro, Alberto Sobrero, Michele Sorice.</div>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="copertinaquaderno2" src="http://www.quadernodicomunicazione.com/quaderno2.gif" alt="" width="150" height="207" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Difficile catalogare la radio, un mezzo di comunicazione prima generalista e marginale, ora personale e glocale, interstiziale e pervasivo. Lo spazio storico, l&#8217;asse diacronico e il rapporto con un territorio specifico &#8211; il Mezzogiorno italiano &#8211; sono le chiavi di lettura di questo fascicolo, che in buona parte ospita le giornate di studio del Corso di Scienze della Comunicazione dell&#8217;Università di Lecce su Mezzogiorno di radio. Storia/storie. Due giornate di intenso dibattito a margine di un centenario che hanno costituito un&#8217;altra occasione di dialogo tra esperti: linguisti, storici, sociologi della comunicazione e dei media. Un percorso per buona parte inedito: la radio della liberazione, le prime voci dell&#8217;Italia libera, gli anni Cinquanta e ciò che ne è seguito, con l&#8217;avvento di altri media più potenti e pervasivi. Memoria orale, personale, biografica; brandelli di storia/e mai fissati che qui emergono come fonti per nuove narrazioni e nuovi equipaggiamenti d&#8217;indagine.</p>
<p>La seconda parte del fascicolo ospita due studi sulle infanzie globalizzate, dell&#8217;Osservatorio interdipartimentale internazionale sulle Infanzie e le Adolescenze. Analisi e interventi in continuità con il precedente convegno di studi leccese su Il glocale degli innocenti.</p>
<p><em>Scrivono:</em></p>
<p><em>Alberto Abruzzese, Antonio Botiglieri, Michele Campione, Stefano Cristante, Giovanni De Luna, Lucia Denitto, Loredana De Vitis, Enrico Fedì, Giovanni Fiorentino, Antonio Ghirelli, A. Lucio Giannone, Vito A. Leuzzi, Enrico Menduni, Franco Nicastro, Gianluca Nicoletti, Daniele Pitteri, Mario Proto, Sergio Raffaelli, Antonio Santoni Rugiu, Alessandra Scaglioni, Angelo Semeraro, Alberto Sobrero, Michele Sorice.</em></p>
<p>Clicca <a href="http://www.quadernodicomunicazione.com/qdc/indice-qdc2-mezzogiorno-di-radio">qui</a> per vedere l&#8217;indice del volume</p>
<p>Clicca <a href="http://www.quadernodicomunicazione.com/PDF/QdC2.pdf">qui</a> per scaricare il Quaderno in PDF</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>QdC 3, Desiderio di comunicare, comunicazione di desiderio</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 14:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[03, Desiderio di comunicare, comunicazione di desiderio]]></category>
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		<description><![CDATA[Emozioni, sentimenti, passioni invadono le scienze sociali e richiedono attenzioni nuovi investimenti teorici.
La comunicazione che di desiderio si alimenta non può ignorarli. Cos&#8217;altro del resto è la comunicazione se non desiderio, movimento verso, attraversamento, nella speranza che qualcuno accolga e rilanci? Cos&#8217;altro trasmette se non propensione partecipativa?
Su questi temi riflette questo fascicolo tematico, tra archeologia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Emozioni, sentimenti, passioni invadono le scienze sociali e richiedono attenzioni nuovi investimenti teorici.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La comunicazione che di desiderio si alimenta non può ignorarli. Cos&#8217;altro del resto è la comunicazione se non desiderio, movimento verso, attraversamento, nella speranza che qualcuno accolga e rilanci? Cos&#8217;altro trasmette se non propensione partecipativa?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Su questi temi riflette questo fascicolo tematico, tra archeologia platonico-aristotelica e macchinismo edipico (e antiedipico) in cui il desiderio è irretito.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Lo slancio teorico racchiuso nei diversi contributi trova un suo asse di lettura nel desiderio di cogliere la forza trasformativa dell&#8217;umbildung, in grado forse di indicare altre possiblità al mondo globalizzato nel disordine dell&#8217;oeconomicus, portatore d una incontrastata neoideologia dei (falsi) bisogni.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">E&#8217; educabile il desiderio perchè non diventi bramosia distruttiva? E&#8217; riconducilbile il glutinum mundi dell&#8217;oeconomicus a proporzioni e ruoli più ragionevoli rispetto alle altre sfere delle attività umane? Da diverse angolazioni disciplinari si interrogano e discutono i professori e i primi laureati della laurea triennale di recente istituzione raccolti nella koinè comunicativa dell&#8217;Università di Lecce.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Luigi A. Armando, Egle Becchi, Stefano Cristante, Valentina Donno, Sergio Duma, Giovanni Fiorentino, Guglielmo Forges Davanzati, Carlo Formenti, Carlo Gelosi, Mauro Ingrosso, Albarosa Macrì Tronci, Myriam Mariano, Paolo Pellegrino, Mimmo Pesare, Angelo Semeraro.</div>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="copertinaquaderno3" src="http://www.quadernodicomunicazione.com/quaderno3.gif" alt="" width="150" height="207" /></p>
<p>Emozioni, sentimenti, passioni invadono le scienze sociali e richiedono attenzioni nuovi investimenti teorici.</p>
<p>La comunicazione che di desiderio si alimenta non può ignorarli. Cos&#8217;altro del resto è la comunicazione se non desiderio, movimento verso, attraversamento, nella speranza che qualcuno accolga e rilanci? Cos&#8217;altro trasmette se non propensione partecipativa?</p>
<p>Su questi temi riflette questo fascicolo tematico, tra archeologia platonico-aristotelica e macchinismo edipico (e antiedipico) in cui il desiderio è irretito.</p>
<p>Lo slancio teorico racchiuso nei diversi contributi trova un suo asse di lettura nel desiderio di cogliere la forza trasformativa dell&#8217;umbildung, in grado forse di indicare altre possiblità al mondo globalizzato nel disordine dell&#8217;oeconomicus, portatore d una incontrastata neoideologia dei (falsi) bisogni.</p>
<p>E&#8217; educabile il desiderio perchè non diventi bramosia distruttiva? E&#8217; riconducilbile il glutinum mundi dell&#8217;oeconomicus a proporzioni e ruoli più ragionevoli rispetto alle altre sfere delle attività umane? Da diverse angolazioni disciplinari si interrogano e discutono i professori e i primi laureati della laurea triennale di recente istituzione raccolti nella koinè comunicativa dell&#8217;Università di Lecce.</p>
<p><em>Scrivono:</em></p>
<p><em>Luigi A. Armando, Egle Becchi, Stefano Cristante, Valentina Donno, Sergio Duma, Giovanni Fiorentino, Guglielmo Forges Davanzati, Carlo Formenti, Carlo Gelosi, Mauro Ingrosso, Albarosa Macrì Tronci,Miryam Mariano, Paolo Pellegrino, Mimmo Pesare, Angelo Semeraro.</em></p>
<p>Clicca <a href="http://www.quadernodicomunicazione.com/qdc/indice-qdc3-desiderio-di-comunicazionecomunicazione-di-desiderio">qui</a> per vedere l&#8217;indice del volume</p>
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<p><em> </em></p>
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		<title>QdC 4, RIconoscere/RIconoscersi</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 14:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Essendo lontani gli orizzonti di pace, l&#8217;hegeliana lotta per il riconoscimento si trova ora a dover rinegoziare uno spazio etico-politico per arginare le conseguenze funeste del furore guerriero, in attesa che possa nuovamente affermarsi quel kantiano rispetto di sè che non può darsi senza il rispetto e l&#8217;onore dell&#8217;altro, anche quando nemico.
Un&#8217;etica del conflitto, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">Essendo lontani gli orizzonti di pace, l&#8217;hegeliana lotta per il riconoscimento si trova ora a dover rinegoziare uno spazio etico-politico per arginare le conseguenze funeste del furore guerriero, in attesa che possa nuovamente affermarsi quel kantiano rispetto di sè che non può darsi senza il rispetto e l&#8217;onore dell&#8217;altro, anche quando nemico.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">Un&#8217;etica del conflitto, in attesa che maturino le condizioni per un&#8217;etica del riconoscimento, non può che esigere relazioni guridiche in grado di lenire la perdita dei più alti valori di civiltà che pure l&#8217;umanità ha conosciuto non solo nello spazio del moderno, ma anche nel fondo più arcaico della sua storia.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">Nello Barile, Cosimo Caputo, Stefano Cristante, Sergio Duma, Giovanni Fiorentino, Guglielmo Forges Davanzati, Carlo Formenti, Anna Gentile, Stefano Mangia, Alessio Pepe, Mimmo Pesare, Livio Romano, Antonio Santoni Rugiu, Angelo Semeraro.</div>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="copertinaquaderno4" src="http://www.quadernodicomunicazione.com/quaderno4.gif" alt="" width="150" height="207" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Essendo lontani gli orizzonti di pace, l&#8217;hegeliana lotta per il riconoscimento si trova ora a dover rinegoziare uno spazio etico-politico per arginare le conseguenze funeste del furore guerriero, in attesa che possa nuovamente affermarsi quel kantiano rispetto di sè che non può darsi senza il rispetto e l&#8217;onore dell&#8217;altro, anche quando nemico.</p>
<p>Un&#8217;etica del conflitto, in attesa che maturino le condizioni per un&#8217;etica del riconoscimento, non può che esigere relazioni guridiche in grado di lenire la perdita dei più alti valori di civiltà che pure l&#8217;umanità ha conosciuto non solo nello spazio del moderno, ma anche nel fondo più arcaico della sua storia.</p>
<p><em>Scrivono:</em></p>
<p><em>Nello Barile, Cosimo Caputo, Stefano Cristante, Sergio Duma, Giovanni Fiorentino, Guglielmo Forges Davanzati, Carlo Formenti, Anna Gentile, Stefano Mangia, Alessio Pepe, Mimmo Pesare, Livio Romano, Antonio Santoni Rugiu, Angelo Semeraro.</em></p>
<p>Clicca <a href="http://www.quadernodicomunicazione.com/qdc/indice-qdc4">qui </a>per vedere l&#8217;indice del volume</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>QdC 5, Del segreto</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 14:12:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Segreto mistero arcano enigma sono qui indagati da diversa angolazione insieme ai loro parenti più stretti: chiuso oscuro nascosto negato riservato occulto assente e altri sinonimi ancora, che nella dimensione della vita quotidiana ci dicono di una indisponibilità ad essere-per-altro. Segreti offerti agli occhi di tutti, al punto che nessuno più li vede, come fu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">Segreto mistero arcano enigma sono qui indagati da diversa angolazione insieme ai loro parenti più stretti: chiuso oscuro nascosto negato riservato occulto assente e altri sinonimi ancora, che nella dimensione della vita quotidiana ci dicono di una indisponibilità ad essere-per-altro. Segreti offerti agli occhi di tutti, al punto che nessuno più li vede, come fu già chiaro a Goethe. Così, in una società mimetica, la produzione di segreti si allarga e diventa consumo di massa.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">Il segreto resta un dispositivo essenziale della comunicazione, che conserva l&#8217;ambiguità di un doppio movimento: produrlo e volerlo insieme disvelare.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">Cosimo Caputo, Stefano Cristante, Santa De Siena, Sergio Duma, Elena Maria Fabrizio, Giovanni Fiorentino, Gugliemo Forges Davanzati, Carlo Formenti, Gino Frezza, Carlo Gelosi, Matteo Greco, Franco La Cecla, Paola Nestola, Andrea Pacella, Paolo Pellegrino, Mimmo Pesare, Elena Pulcini, Angelo Semeraro, Vincenzo Susca, Andrea Tagliapietra.</div>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="copertinaquaderno5" src="http://www.quadernodicomunicazione.com/quaderno5.gif" alt="" width="150" height="207" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Segreto mistero arcano enigma sono qui indagati da diversa angolazione insieme ai loro parenti più stretti: chiuso oscuro nascosto negato riservato occulto assente e altri sinonimi ancora, che nella dimensione della vita quotidiana ci dicono di una indisponibilità ad essere-per-altro. Segreti offerti agli occhi di tutti, al punto che nessuno più li vede, come fu già chiaro a Goethe. Così, in una società mimetica, la produzione di segreti si allarga e diventa consumo di massa.</p>
<p>Il segreto resta un dispositivo essenziale della comunicazione, che conserva l&#8217;ambiguità di un doppio movimento: produrlo e volerlo insieme disvelare.</p>
<p><em>Scrivono:</em></p>
<p><em>Cosimo Caputo, Stefano Cristante, Santa De Siena, Sergio Duma, Elena Maria Fabrizio, Giovanni Fiorentino, Gugliemo Forges Davanzati, Carlo Formenti, Gino Frezza, Carlo Gelosi, Matteo Greco, Franco La Cecla, Paola Nestola, Andrea Pacella, Paolo Pellegrino, Mimmo Pesare, Elena Pulcini, Angelo Semeraro, Vincenzo Susca, Andrea Tagliapietr</em>a.</p>
<p>Clicca <a href="http://www.quadernodicomunicazione.com/qdc/indice-qdc5-del-segreto">qui</a> per vedere l&#8217;indice del volume</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>QdC 6, Fiducia e sicurezza</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 14:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[06, Fiducia e sicurezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Il tema della fiducia anima l’agenda politica e quella sociale e da un bel po’ è entrato nel vocabolario d’uso quotidiano, segnalando un comunissimo avvertito bisogno di sicurezza e di scommessa sul futuro.
I saggi raccolti in questo Quaderno chiariscono anzitutto lo spessore semantico del tema, perché se è vero che tutto il parlare è un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">Il tema della fiducia anima l’agenda politica e quella sociale e da un bel po’ è entrato nel vocabolario d’uso quotidiano, segnalando un comunissimo avvertito bisogno di sicurezza e di scommessa sul futuro.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">I saggi raccolti in questo Quaderno chiariscono anzitutto lo spessore semantico del tema, perché se è vero che tutto il parlare è un atto di fiducia fondato sulla capacità di produrre i mondi richiesti, è vero anche che proprio la produzione dei mondi richiesti, ossia la capacità di apparecchiare il futuro, è il punto di maggiore criticità di questo nostro tempo. E se oggi rinunciassimo alla speranza della fiducia non resterebbe più niente.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">Cosa accade se chi ha ricevuto fiducia ne fa un uso profittevole per sé, o per una parte e non per un’altra dei rappresentati? L’analis del portato fiduciario si apre alla disponibilità comunicativa, che può potenziare la fiducia nella fiducia in forme raffinate di rappresentazione.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">Marc Augè, Egle Becchi, Ferdinando Boero, Raffaele De Giorgi, Sergio Duma, Guglielmo Forges Davanzati, Carlo Gelosi, Ernesto Mola, Andrea Pacella, Mimmo Pesare, Augosto Ponzio, Antonio Santoni Rugiu, Angelo Semeraro, Davide Torsello, Francesco Vitale.</div>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="copertinaquaderno6" src="http://www.quadernodicomunicazione.com/quaderno6.gif" alt="" width="150" height="207" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il tema della fiducia anima l’agenda politica e quella sociale e da un bel po’ è entrato nel vocabolario d’uso quotidiano, segnalando un comunissimo avvertito bisogno di sicurezza e di scommessa sul futuro.</p>
<p>I saggi raccolti in questo Quaderno chiariscono anzitutto lo spessore semantico del tema, perché se è vero che tutto il parlare è un atto di fiducia fondato sulla capacità di produrre i mondi richiesti, è vero anche che proprio la produzione dei mondi richiesti, ossia la capacità di apparecchiare il futuro, è il punto di maggiore criticità di questo nostro tempo. E se oggi rinunciassimo alla speranza della fiducia non resterebbe più niente.</p>
<p>Cosa accade se chi ha ricevuto fiducia ne fa un uso profittevole per sé, o per una parte e non per un’altra dei rappresentati? L’analis del portato fiduciario si apre alla disponibilità comunicativa, che può potenziare la fiducia nella fiducia in forme raffinate di rappresentazione.</p>
<p><em>Scrivono:</em></p>
<p><em>Marc Augè, Egle Becchi, Ferdinando Boero, Raffaele De Giorgi, Sergio Duma, Guglielmo Forges Davanzati, Carlo Gelosi, Ernesto Mola, Andrea Pacella, Mimmo Pesare, Augusto Ponzio, Antonio Santoni Rugiu, Angelo Semeraro, Davide Torsello, Francesco Vitale.</em></p>
<p>Clicca <a href="http://www.quadernodicomunicazione.com/qdc/indice-qdc6-fiducia-e-sicurezza">qui</a> per vedere l&#8217;indice del volume</p>
<p>Clicca <a href="http://www.quadernodicomunicazione.com/PDF/QdC6.pdf">qui</a> per scaricare il Quaderno in PDF</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<item>
		<title>QdC 7, Il del tutto nuovo</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 14:10:38 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">Quali forme riusciamo a intravedere nelle sagome indistinte che il presente evenemenziale in qualche tratto dirada? Il nuovo è concetto scivoloso e arbitrario; un mutanteche non si lascia facilmente afferrare né osservare. Un’ontologia del nuovo, d’altra parte, non potrebbe prescindere da una provenienza e una dipendenza, e non di rado il “del tutto nuovo” si presenta come una riproposizione del medesimo, diversamente sagomato dalle sfide impetuose delle tecnologie, in particolare quelle della comunicazione. Queste hanno infranto antichi paradigmi e aperto nuovi cantieri cognitivi, rendendo più urgente il bisogno di ridefinire le modalità del poter vivere “liberi e insieme”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">Si avvia in questo fascicolo una discussione che si avvale di voci provenienti da culture ed esperienze diverse, che continueranno a dialogare nel prossimo Quaderno,su un altro tema di forte suggestione machiavelliana: le “variazioni grandi”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">Un modo per tenere in tensione il presente-passato col presente-futuro.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; text-align: justify;">Augusto Ponzio, Alberto Abruzzese, Sergio Brancato, Nello Barile, Mario Pireddu, Carlo Formenti, Ferdinando Boero, Ornella Martini, Angelo Centonze, Cristina Caiulo, Stefano Pallara, Lelio Semeraro, Fulvio Papi, Claude Poissenot, Francesco Vitale.</div>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="copertinaquaderno7" src="http://www.quadernodicomunicazione.com/quaderno7.gif" alt="" width="150" height="207" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Quali forme riusciamo a intravedere nelle sagome indistinte che il presente evenemenziale in qualche tratto dirada? Il nuovo è concetto scivoloso e arbitrario; un <em>mutanteche</em> non si lascia facilmente afferrare né osservare. Un’ontologia del nuovo, d’altra parte, non potrebbe prescindere da una provenienza e una dipendenza, e non di rado il “del tutto nuovo” si presenta come una riproposizione del medesimo, diversamente sagomato dalle sfide impetuose delle tecnologie, in particolare quelle della comunicazione. Queste hanno infranto antichi paradigmi e aperto nuovi cantieri cognitivi, rendendo più urgente il bisogno di ridefinire le modalità del poter vivere “liberi e insieme”.</p>
<p>Si avvia in questo fascicolo una discussione che si avvale di voci provenienti da culture ed esperienze diverse, che continueranno a dialogare nel prossimo Quaderno,su un altro tema di forte suggestione machiavelliana: le “variazioni grandi”.</p>
<p>Un modo per tenere in tensione il presente-passato col presente-futuro.</p>
<p><em>Scrivono:</em></p>
<p><em>Augusto Ponzio, Alberto Abruzzese, Sergio Brancato, Nello Barile, Mario Pireddu, Carlo Formenti, Ferdinando Boero, Ornella Martini, Angelo Centonze, Cristina Caiulo, Stefano Pallara, Lelio Semeraro, Fulvio Papi, Claude Poissenot, Francesco Vitale.</em></p>
<p>Clicca <a href="http://www.quadernodicomunicazione.com/qdc/indice-qdc7-il-del-tutto-nuovo">qui</a> per vedere l&#8217;indice del volume</p>
<p>Clicca <a href="http://www.quadernodicomunicazione.com/PDF/QdC7.pdf">qui</a> per scaricare il volume in PDF</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>QdC 8, Le variazioni grandi</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 14:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[08, Le variazioni grandi]]></category>
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		<description><![CDATA[Cercare i tratti di una contemporaneità dispiegata è sempre un azzardo, perché se è vero che per leggere il presente occorre prenderne qualche distanza, è altrettanto vero che ogni pretesa di catturare le variazioni di un tempo fluttuante è oltre che difficile anche arbitrario.
I saggi raccolti in questo fascicolo colgono la variazione nei fenomeni più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Cercare i tratti di una contemporaneità dispiegata è sempre un azzardo, perché se è vero che per leggere il presente occorre prenderne qualche distanza, è altrettanto vero che ogni pretesa di catturare le variazioni di un tempo fluttuante è oltre che difficile anche arbitrario.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">I saggi raccolti in questo fascicolo colgono la variazione nei fenomeni più visibili all&#8217;occhio sociale (la fine del lavoro, la disoccupazione strutturale; una precarizzazione estesa e il carattere diffuso delle migrazioni). Ma la precarietà di questi scenari apre a incontri fuori identità e di pura alterità: premesse e promesse insieme di un nuovo e diverso riconoscersi nella fase più acuta della produzione-comunicazione dello sviluppo capitalistico.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La tecnologia è dentro ogni aspetto della vita, ed è nell&#8217;arte sincretica che alcuni autori colgono le possibilità di un altro rapporto fra uomo e tecnologia, un altro modo di utilizzare la tecnica per rinsaldare i suoi vincoli con i processi naturali, andando oltre una visione &#8220;conservativa&#8221; dell&#8217;ecologismo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Questa variazione sincretica pone l&#8217;obbligo di recuperare e far propria una posizione etica, mentre l&#8217;estetica diventa una vera e propria &#8220;tecnica dell&#8217;interpretazione&#8221;, ponendo le basi di nuove regole condivise di esistenza.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Uscire da un universo di senso in cui ci siamo formati sotto l&#8217;ombrello delle grandi religioni e dei grandi récit, ed entrare in un altro, di reincanto e disincanto insieme (sarà il tema del prossimo fascicolo monografico n. 9) non è semplice, e in questo Quaderno è ben documentata la necessità di una certa sospensione di giudizio a cui il del tutto nuovo ci obbliga, nonostante le convulsioni e gli obblighi a tenere il passo sui ritmi veloci del tempo fluente.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Patrizia Calefato, Giulia Colaizzi, Renato Covino, Paolo Fabbri, Giorgio de Finis, Franco Ferrarotti, Giovanni Fiorentino, Carlo Formenti, Agata Piromallo Gambardella, Pina Lalli, Roberto Maragliano, Franco Martina, Andrea Miconi, Giovanni Mioni, Francesco Monico, Mimmo Pesare, Augusto Ponzio, Antonio Santoni Rugiu, Luigi A. Santoro, Angelo Semeraro.</div>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="copertinaquaderno8" src="http://www.quadernodicomunicazione.com/quaderno8.gif" alt="" width="150" height="207" /></p>
<p>Cercare i tratti di una contemporaneità dispiegata è sempre un azzardo, perché se è vero che per leggere il presente occorre prenderne qualche distanza, è altrettanto vero che ogni pretesa di catturare le variazioni di un tempo fluttuante è oltre che difficile anche arbitrario.</p>
<p>I saggi raccolti in questo fascicolo colgono la variazione nei fenomeni più visibili all&#8217;occhio sociale (la fine del lavoro, la disoccupazione strutturale; una precarizzazione estesa e il carattere diffuso delle migrazioni). Ma la precarietà di questi scenari apre a incontri fuori identità e di pura alterità: premesse e promesse insieme di un nuovo e diverso riconoscersi nella fase più acuta della produzione-comunicazione dello sviluppo capitalistico.</p>
<p>La tecnologia è dentro ogni aspetto della vita, ed è nell&#8217;arte sincretica che alcuni autori colgono le possibilità di un altro rapporto fra uomo e tecnologia, un altro modo di utilizzare la tecnica per rinsaldare i suoi vincoli con i processi naturali, andando oltre una visione &#8220;conservativa&#8221; dell&#8217;ecologismo.</p>
<p>Questa variazione sincretica pone l&#8217;obbligo di recuperare e far propria una posizione etica, mentre l&#8217;estetica diventa una vera e propria &#8220;tecnica dell&#8217;interpretazione&#8221;, ponendo le basi di nuove regole condivise di esistenza.</p>
<p>Uscire da un universo di senso in cui ci siamo formati sotto l&#8217;ombrello delle grandi religioni e dei grandi récit, ed entrare in un altro, di reincanto e disincanto insieme (sarà il tema del prossimo fascicolo monografico n. 9) non è semplice, e in questo Quaderno è ben documentata la necessità di una certa sospensione di giudizio a cui il del tutto nuovo ci obbliga, nonostante le convulsioni e gli obblighi a tenere il passo sui ritmi veloci del tempo fluente.</p>
<p><em>Scrivono:</em></p>
<p><em>Patrizia Calefato, Giulia Colaizzi, Renato Covino, Paolo Fabbri, Giorgio de Finis, Franco Ferrarotti, Giovanni Fiorentino, Carlo Formenti, Agata Piromallo Gambardella, Pina Lalli, Roberto Maragliano, Franco Martina, Andrea Miconi, Giovanni Mioni, Francesco Monico, Mimmo Pesare, Augusto Ponzio, Antonio Santoni Rugiu, Luigi A. Santoro, Angelo Semeraro.</em></p>
<p>Clicca <a href="http://www.quadernodicomunicazione.com/qdc/indice-qdc8-le-variazioni-grandi">qui</a> per vedere l&#8217;indice del volume</p>
<p>Clicca <a href="http://www.quadernodicomunicazione.com/PDF/QdC8.pdf">qui</a> per scaricare il Quaderno in PDF</p>
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